VOLUME MAGAZINE/DOMUS/N.EST - RSVP12A - RECONNECTING NAPLES

Produzione collaborativa di un tabloid dedicato all'architettura e all'urbanistica di Napoli

sezione: projects

19-06-2008
categorie: Architettura, Urbanism,

VOLUME MAGAZINE/DOMUS/N.EST - RSVP12A - RECONNECTING NAPLES

Produzione collaborativa di un tabloid dedicato all'architettura e all'urbanistica di Napoli

Napoli - Reconnecting Naples, il progetto co-prodotto da N.EST Napoliest e Archis Foundation, diretto da Diana Marrone, disegnato da Danilo Capasso, è un tabloid su e per Napoli, in lingua inglese, in distribuzione mondiale da giugno 2008 allegato alla prestigiosa rivista bimestrale VOLUME N.15(Amsterdam). Fondata da Rem Koolhas ed edita dalla storica casa editrice Archis, Volume - alla presenza dell’editore Arjen Oosterman, della direttrice Lilet Breddels e del redattore Christian Ernsten - ha partecipato ad un breve ma intenso progetto di ricerca a Napoli nel febbraio 2008
Un gruppo di architetti, intellettuali e scrittori (il 98% sotto i 40 anni), ha risposto a un RSVP che il progetto N.EST (www.napoliest.it) e Volume hanno lanciato nel gennaio scorso. Il tema era: “immaginate il vostro shelter per Napoli”.

Gli RSVP sono speciali appuntamenti che la rivista Volume lancia in tutto il mondo per via telematica e tramite incontri come quello ospitato a Napoli: sollecita risposte, sollecita la presenza di invitati attorno ad un desk da guerra, incita all’azione e alla reazione.

“Shelter è il riparo, il container. Quindi - a livello teorico - può essere qualsiasi ipotesi rigenerativa”, dicono gli olandesi ed i napoletani latori dell’invito.

“Il tema lanciato da Volume per la città di Napoli è una sorta di abecedario del buon vivere. Cosa serve ad una società e ad un individuo per essere sani, vivi?
Quali sono le aspettative in termini di abitabilità (shelter), sicurezza, onestà, sostenibilità. Sia in senso spaziale (architettonico) sia in senso sociale?
In particolare: come fare fronte alle periferie? Che tipo di interventi immaginare? Come scrivere e progettare di periferie?”
 
Molte periferie nell'Europa occidentale stanno diventando "qualcos'altro" (ad esempio, i vecchi porti o i vecchi magazzini diventano luoghi per artisti, per creativi, etc, per una nuova industria del sapere). Quando questo non succede occorre immaginare un guizzo, un'energia che rifondi le funzioni sociali ed abitative dell'area. Che gliele ridoni...a Napoli, città estremamente complessa nella sua fatale inazione, siamo ancora all'ABC.
 
Hanno risposto,  mettendo in gioco i saperi e le esperienze:
Sila Barracco e Mauro Smith, Matteo Belfiore, Gilda Berruti e Francesco Ceci, Gigiotto Del vecchio, Luca Borriello e Salvatore (Pope) Velotti, Riccardo Brun, Iain Chambers, Antonio Niego, Maria Federica Palestino, Stefania Palumbo, Saverio Pesapane, Aldo Rianna, Fabrizio Tramontano.

Accanto ai loro articoli, Reconnecting Naples ospita immagini e disegni di:
Danilo Capasso,  Sila Barracco e Mauro Smith, Alessandro Cimmino, Danilo Correale, Giovanni Ferrarelli, Annalisa Ferrari, N.EST, Antonio Niego, Aldo Rianna, Massimiliano Rianna, Fabrizio Tramontano, Salvatore Velotti.

Tutti i contributors hanno cercato di ritrovare una funzione sociale e spaziale di una periferia come Napoli Est. O hanno indagato lo stato di salute del processo partecipativo a Napoli. Alcuni di essi hanno addirittura ideato una nuova funzione per la periferia stessa – a tratti grottesca e chiaramente assai provocatrice; altri si sono concentrati sulla velocità e sui tempi della città.

Riccardo Brun, scrittore e giornalista napoletano, ha invece scritto un racconto/diario di un mese-tipo a Napoli e rileggerlo oggi rinnova il senso di assoluta mancanza di novità di rilievo, a parte la sapiente ironia di cui è spruzzato il testo.

Eppur qualcosa si muove: quasi impercettibile, sovrastati dal delirio da controllo di una piovra gigante, gli artisti si riprendono un territorio derelitto, giovani designer affrontano possibili soluzioni, il direttore della rivista Domus, Flavio Albanese, chiuderebbe l’area delle raffinerie e lascerebbe fare alla natura per 30 anni!
 
Non troverete le futili apparenze e i soliti stereotipi che ci rendono così banali (talvolta).  Piuttosto un tentativo, neanche troppo celato, di cercare un'agenda per il futuro nei micro-segmenti di cui si compongono le fitte 16 pagine di Reconnecting Naples.

Due gli editoriali: uno lungo e appassionato, firmato da Arjen Oosterman, si concentra su una profonda analisi della città e del suo atavico isolamento. Uno breve e tranchant, firmato da Diana Marrone, analizza gli investimenti in cultura della città candidata ad ospitare il prossimo Forum dell’Unesco. Prossima alla bancarotta, Napoli ne utilizza il richiamo per ipotecare ancora, vilmente, consumi futuri.